StrayFtW - Tutte queste preghiere

StrayFtW - Tutte queste preghiere - 2026
Tutte queste preghiere
Testo:
Dio...
Se mi senti stanotte...
Non ti chiedo il mondo
Ridammi soltanto un motivo
per continuare...
Sto a terra schiacciato
e ogni giorno vado più a fondo
Pensavo d'aver toccato il limite
ma sotto c'è sempre un altro mondo
Dio, tu che vedi tutto
dimmi perché non riesco a lasciarla andare
Perché il suo nome torna sempre
anche quando provo a dimenticare
Cerco uno spiraglio di luce
ma il cielo sembra chiuso da mesi
E più provo a salvarmi da lei
più mi ritrovo perso nei pensieri
Punchline:
Se l'hai mandata tu nella mia vita
perché adesso sembra una ferita?
E prego in silenzio...
Ma sento soltanto il rumore
del mio cuore...
Dammi un appiglio
prima che sparisco nel buio
Sto cadendo da mesi
e non vedo ancora il fondo
Dio perché non ascolti
tutte queste preghiere?
Io non chiedo di averla per sempre
Ma almeno di guarire...
(oh-oh)
Qua si respira appena
e spero quasi finisca l'aria
Ma ogni volta arriva il vento
e continua questa battaglia
Le foto sul telefono
sembrano finestre sul passato
Lei sorride ancora lì dentro
mentre io rimango bloccato
Dio dimmi se anche lei
a volte pensa ancora a noi
O se sono l'unico rimasto
a parlare coi ricordi suoi
L'ho amata così tanto
che pure perderla continua a farmi compagnia
Dio...
Se non può tornare
Aiutami ad accettarlo
Perché continuo a cercarla
in ogni strada
in ogni volto
in ogni notte
Dammi una luce
anche piccola
Dammi una mano
per non cadere ancora...
(please don't let me fall...)
Dammi un appiglio
prima che sparisco nel buio
Sto cadendo da mesi
e non riesco a tornare su
Dio perché non ascolti
tutte queste preghiere?
Ho perso lei
Non perdere pure me...
Dammi un appiglio...
Forse il fondo non esiste...
Forse sto solo imparando
a vivere senza lei...
Tutte queste preghiere: una canzone nata tra le lacrime e trasformata in musica
Ci sono canzoni che vengono scritte perché si ha qualcosa da raccontare. E poi ce ne sono alcune che nascono perché, semplicemente, non si riesce più a tenere tutto dentro.
“Tutte queste preghiere” di StrayFtW, progetto artistico di Massimiliano Busca, appartiene a questa seconda categoria.
Non è una canzone costruita soltanto per raccontare una storia d’amore finita.
È una canzone realmente sentita, scritta in un momento di dolore autentico, tra pensieri difficili da mettere in ordine e tante lacrime.
Ogni parola nasce da una necessità precisa: provare a dare una forma a qualcosa che, a volte, è impossibile spiegare semplicemente parlando.
Massimiliano Busca ha scritto personalmente il testo di “Tutte queste preghiere”.
La canzone è stata poi registrata in studio, affrontando anche la parte più difficile: riuscire a interpretare quelle parole senza lasciarsi completamente travolgere dalle emozioni che le avevano generate.
E proprio questa difficoltà è diventata parte integrante del brano.
Una canzone scritta tra le lacrime
Quando scrivere diventa l’unico modo per parlare
“Tutte queste preghiere” nasce da un dolore che non aveva bisogno di essere inventato.
Massimiliano Busca ha scritto questa canzone attraversando un momento emotivamente molto intenso.
Le parole non sono state costruite cercando semplicemente una rima efficace o una frase che potesse funzionare in una canzone.
Sono state scritte perché c’era qualcosa dentro che aveva bisogno di uscire.
Questo cambia profondamente il modo in cui si può ascoltare il brano.
Quando il protagonista dice:
“Dio…
Se mi senti stanotte…
Non ti chiedo il mondo
Ridammi soltanto un motivo
per continuare…”
non sta semplicemente introducendo una canzone sulla sofferenza. Sta aprendo una conversazione estremamente personale.
È una richiesta piccola e allo stesso tempo enorme: non viene chiesto di cancellare il passato, non viene chiesto di ottenere tutto ciò che si desidera.
Viene chiesto soltanto un motivo per riuscire ad andare avanti.
Il dolore non è una metafora: è il cuore della canzone
Uno degli aspetti più importanti di “Tutte queste preghiere” è proprio questo: non cerca di rendere il dolore più bello di quello che è.
Il testo parla di cadere, di sentirsi schiacciati, di non riuscire a lasciar andare una persona, di cercarla nei pensieri e nei ricordi. Ma soprattutto parla della difficoltà di ritrovare se stessi dopo aver perso qualcuno che occupava una parte enorme della propria vita.
La domanda:
“Se l’hai mandata tu nella mia vita
perché adesso sembra una ferita?”
è probabilmente una delle immagini che meglio riassumono il significato dell’intero brano.
Come può qualcosa che un tempo sembrava un regalo trasformarsi nella fonte di una sofferenza così profonda?
La canzone non pretende di avere una risposta. Ed è proprio questa sincerità a renderla credibile.
Registrare “Tutte queste preghiere” è stato difficile
Due ore per riuscire a cantare una canzone che faceva ancora male
Se la scrittura è stata difficile, anche l’interpretazione in studio lo è stata.
“Tutte queste preghiere” è stata registrata in studio e affrontare la registrazione non è stato semplicemente un esercizio tecnico.
Cantare quelle parole significava tornare continuamente dentro le emozioni che avevano accompagnato la loro scrittura.
Massimiliano ha raccontato quanto sia stato difficile riuscire a portare a termine l’interpretazione: tra un pianto e l’altro, dopo circa due ore, finalmente si è riusciti ad arrivare alla registrazione.
Ed è proprio questo dettaglio che rende ancora più particolare il risultato finale.
Normalmente, quando si registra una canzone, l’obiettivo è correggere ogni errore possibile. Si cerca l’intonazione migliore, la take più pulita, la voce più precisa.
Per “Tutte queste preghiere”, però, è stata fatta una scelta diversa.
Perché alcuni errori di intonazione sono rimasti
Massimiliano ha scelto consapevolmente di lasciare alcuni piccoli errori di intonazione.
Non perché non fosse possibile correggerli, ma perché correggere completamente la voce avrebbe rischiato di togliere qualcosa di molto più importante: la fragilità emotiva della canzone.
Una voce perfettamente intonata avrebbe potuto essere tecnicamente migliore, ma forse emotivamente meno vera.
In questo caso alcune imperfezioni diventano parte dell’interpretazione.
Si sente la fatica.
Si sente la vulnerabilità.
Si percepisce che dietro quelle parole non c’è soltanto un cantante che sta interpretando un personaggio, ma una persona che sta cercando di cantare qualcosa che sente ancora profondamente.
La voce non deve essere perfetta per essere credibile.
A volte è proprio una piccola incrinatura nella voce a raccontare ciò che una registrazione perfettamente pulita non riuscirebbe a trasmettere.
Il ritornello di “Tutte queste preghiere”
“Dammi un appiglio”
Il ritornello rappresenta il centro emotivo del brano:
“Dammi un appiglio
prima che sparisco nel buio
Sto cadendo da mesi
e non vedo ancora il fondo”
La parola “appiglio” diventa la metafora perfetta della condizione raccontata nella canzone.
Non serve necessariamente una soluzione definitiva. Serve qualcosa a cui aggrapparsi.
Una persona.
Un ricordo.
Una speranza.
Una ragione per alzarsi.
Qualunque cosa possa impedire di continuare a cadere.
E poi arriva la frase che cambia la prospettiva:
“Io non chiedo di averla per sempre
Ma almeno di guarire…”
Qui il brano smette di essere soltanto una richiesta di riavere un amore perduto. Diventa una richiesta di guarigione.
“Ho perso lei. Non perdere pure me.”
Il momento più forte del brano
Uno dei passaggi più intensi arriva nella seconda parte del ritornello:
“Ho perso lei
Non perdere pure me…”
Queste parole rappresentano il vero punto di svolta della canzone.
Perché perdere una persona può fare male, ma esiste un rischio ancora più grande: permettere a quella perdita di portare via anche la propria identità.
Il protagonista non sta più chiedendo soltanto di riavere ciò che ha perso. Sta chiedendo di non perdersi completamente insieme a quel rapporto.
È una frase che può parlare a chiunque abbia vissuto una separazione importante e abbia avuto la sensazione che, insieme alla relazione, fosse sparita anche una parte di sé.
Il finale: forse sto imparando a vivere senza lei
Non tutte le storie finiscono con una risposta
Il finale di “Tutte queste preghiere” non cerca una conclusione artificiale.
“Forse il fondo non esiste…
Forse sto solo imparando
a vivere senza lei…”
È una conclusione fragile, ma proprio per questo estremamente umana.
Non c’è la promessa che domani tutto andrà bene.
Non c’è la certezza di aver superato il dolore.
C’è soltanto la possibilità di stare imparando.
Imparare a vivere senza quella persona.
Imparare a convivere con i ricordi.
Imparare che una storia può essere stata importante anche se non è durata per sempre.
Imparare, soprattutto, a tornare lentamente a essere se stessi.
La voce di StrayFtW diventa parte della storia
Non correggere tutto per non perdere l’emozione
Ascoltando “Tutte queste preghiere”, la voce assume un ruolo particolare.
Non è soltanto il mezzo attraverso il quale il testo arriva all’ascoltatore. È parte del racconto.
Le imperfezioni lasciate volutamente nell’intonazione contribuiscono a mantenere quella sensazione di fragilità che ha accompagnato la registrazione. La voce diventa quasi una fotografia del momento in cui la canzone è stata cantata.
È una scelta artistica precisa: meglio una voce imperfetta ma vera che una voce perfetta privata della propria emozione.
In un’epoca nella quale la tecnologia permette di correggere quasi ogni dettaglio di una registrazione, lasciare alcune imperfezioni può diventare una dichiarazione di autenticità.
Non tutto ciò che è imperfetto deve essere sistemato.
A volte deve semplicemente essere ascoltato.
Una canzone autentica, prima ancora che perfetta
“Tutte queste preghiere” è quindi un brano che trova la propria forza proprio nella sua vulnerabilità.
Massimiliano Busca ha scritto il testo personalmente e lo ha poi portato in studio, affrontando una registrazione che si è trasformata in un vero confronto con le emozioni raccontate nella canzone.
Dopo circa due ore, tra pianto, difficoltà e tentativi, la registrazione è arrivata alla sua forma definitiva.
Ma definitiva non significa perfetta.
Significa vera.
Ed è questo il motivo per cui alcuni piccoli errori di intonazione sono rimasti: perché fanno parte di quella voce, di quel momento e di quella storia.
Ascolta “Tutte queste preghiere”
Se hai mai pregato in silenzio chiedendo soltanto di riuscire a stare meglio, se hai mai cercato una persona nei ricordi pur sapendo che non era più lì, oppure se hai mai avuto paura di perdere te stesso insieme a qualcuno che amavi, probabilmente troverai qualcosa di tuo dentro questa canzone.
“Tutte queste preghiere” non vuole fingere che il dolore sia già passato.
Lo racconta mentre è ancora presente.
E forse è proprio questo il suo significato più profondo.
Non sempre una canzone nasce quando abbiamo superato qualcosa. A volte nasce proprio mentre stiamo ancora cercando di sopravvivere a ciò che sentiamo.
🎧 Ascolta “Tutte queste preghiere” di StrayFtW:
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Ascoltala fino alla fine. Ascolta soprattutto la voce. Non cercare soltanto la perfezione tecnica: ascolta quello che c’è dietro.
Perché alcune lacrime, quando diventano musica, non hanno bisogno di essere corrette.
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Ascolta ora e lasciati trasportare dalle emozioni di questo brano unico.







